La vera virtù è la forza di vivere esprimendo il meglio di sé


                          ARETE ONLUS - Associazione Regionale per la Tutela e l'Emancipazione

                      delle persone con depressione ed ansia - Lombardia

 

 

 

 

Che cosa significa ARETE (ρετ)

E' il fondamentale problema di Socrate, ed è problema centrale anche per Platone, mentre in Aristotele è legato alle sole scienze pratiche (etica e politica, peraltro fondate su una visione dell'uomo che discende dalla metafisica). La parola areté ha una lunga storia che si intreccia con la storia stessa della cultura greca e della concezione dell'uomo. In Omero e in tutta l'età arcaica designa il valore di un uomo in termini non etici, ma pratici, legati all'abilità e alla forza: l'areté non è un valore, ma un insieme di abilità diverse da persona a persona a seconda del ceto sociale e dell'attività svolta. L'areté del nobile è il suo comportamento in guerra e nel suo ruolo di capo, è il fondamento del suo onore, della considerazione sociale di cui gode e per cui vive (è così per esempio per l'eroe omerico). Ma al tempo dei sofisti cominciava a farsi strada l'idea che l'areté sia piuttosto l'espressione della personalità dell'uomo, della natura (physis) stessa che costituisce l'identità di ciascuno. Si cominciava quindi a contrapporre la physis al nomos, cioè al complesso delle antiche tradizioni, e si sosteneva che la vera virtù è la forza e l’abilità con cui l'uomo è in grado di vivere esprimendo al meglio le potenzialità della propria natura nel contesto in cui opera, la polis.


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