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Che cosa significa ARETE (ἀρετή)
E' il fondamentale problema di Socrate, ed è problema
centrale anche per Platone, mentre in Aristotele è legato alle sole scienze
pratiche (etica e politica, peraltro fondate su una visione dell'uomo che
discende dalla metafisica). La parola areté ha una lunga storia che
si intreccia con la storia stessa della cultura greca e della concezione
dell'uomo. In Omero e in tutta l'età arcaica designa il valore di un uomo in
termini non etici, ma pratici, legati all'abilità e alla forza: l'areté
non è un valore, ma un insieme di abilità diverse da persona a persona a
seconda del ceto sociale e dell'attività svolta. L'areté del nobile è
il suo comportamento in guerra e nel suo ruolo di capo, è il fondamento del
suo onore, della considerazione sociale di cui gode e per cui vive (è così
per esempio per l'eroe omerico). Ma al tempo dei sofisti cominciava a farsi
strada l'idea che l'areté sia piuttosto l'espressione della
personalità dell'uomo, della natura (physis) stessa che costituisce
l'identità di ciascuno. Si cominciava quindi a contrapporre la physis
al nomos, cioè al complesso delle antiche tradizioni, e si sosteneva
che la vera virtù è la forza e l’abilità con cui l'uomo è in grado di vivere
esprimendo al meglio le potenzialità della propria natura nel contesto in
cui opera, la polis.
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